
I film di genere e i B-MOVIE sono idolatrati da quasi tutti gli amanti del cinematografo. Sono film sboroni, sopra le righe, ti fanno ridere a crepapelle e sono talmente sfacciati che non c'è verso di prenderli sul serio. Quando mi capita la fortuna di vedermeli (addirittura?) in un cinema è difficile che riesca a trattenere l'emozione. Tutta l'adolescenza passata con brutti ceffi quali vendicatori tossici, agenti del recupero macchine, nazisti surfisti, cacciatori di mostri, morti viventi ed esseri anormali mi ha in qualche maniera intossicato il senso del giudizio. Ecco perchè il film di Rodriguez, PLANET TERROR mi è piaciuto un sacco. Me lo aspettavo, neh...
Succede questo. Nel Texas, qualche giorno dopo i fatti raccontati da DEATHPROOF uno gas ipertossico viene liberato nell'aria, infettando prima un paese e dopo forse il mondo intero. Questo virus zombifica chi ne entra in contatto. I superstiti si organizzano per fuggire vivi da quest'inferno. Nel frattempo il gas DC2 è tenuto sotto stretta sorveglianza da un plotone di reduci dall'Iraq, che ne ha bisogno per conservarsi. E' tutto.
A questo aggiungete una betoniera di sangue, corpi che si spappolano al contatto di qualsiasi arma o oggetto contundente, una pellicola sgranata e attori capaci che danno corpo a personaggi leggendari. El Rey, interpretato da Freddy Rodriguez è l'eroe senza paura della storia. Non sbaglia mai un colpo. La sua ragazza, Rose Mc Gowan è una fica che te la raccomando, che ci regala una scena iniziale fantastica, per me una delle vette stilistiche di questa pellicola. L'altra eroina del film è la dottoressa Dakota Block, megistralmente interpretata da una bellissima Marley Shelton, apparsa anche in DEATHPROOF in un simpatico intermezzo. Suo marito, Josh Brolin sembra una specie di Nick Nolte centomila volte più cattivo e incazzato; meraviglioso anche lui. Ho preferito comunque di più la moglie, Lei è forse il personaggio più riuscito del film e ci regala alcune scene veramente indimenticabili, in più abbiamo scoperto una parentela inquietante: è lei la figlia dello sceriffo che tutti noi abbiamo imparato ad amare, il padre del figlio numero uno, nostra vecchia e apprezzata conoscenza tarantiniana. In questo film, sebbene la sua parte sia breve, la sua figura risplende come una stella del Texas. . C'è Bruce Willis cattivissimo che ha una sorpresa che farà molto felice il presidente USA. Ma è inutile mettersi quì adesso a fare una descrizione delle scene cult presenti in questa pellicola. Sono molte e per tutt i gusti, certo non aspettatevi Wenders o Antonioni, cazzo.
Ho già letto quà e là sui blog che questo film è molto criticato, per diversi motivi. C'è chi trova che il film scompaia al confronto con il suo fratellone DEATHPROOF. Dobbiamo ricordarci però che l'idea originale era di proiettarli entrambi, e mi pare che a Tarantino fosse toccato la seconda parte del programma. Da noi in Europa è successo il contrario cioè, si è calato prima l'asso e poi il tre, in parole povere. Provate a pensare questo però: immaginatevi una serata unica: siete in America e v'infilate in questo cinema che dà Grindhouse. Falsi trailer da orgasmo (purtroppo a noi è toccato solo quello geniale di Machete, che pare sia l'unico in fase di effettiva lavorazione, frall'altro...) e poi questa piccola perla del cinema horror, coi suoi limiti certo, ma comunque ampiamente godibile. Vi alzate per andare a pisciare, vi rimettete a sedere ed ecco cominciare DEATHPROOF. Io me la sarei goduta alla grande questa serata, ma ALLA GRANDE !!! La distibuzione europea ha avuto il merito di allungare quello di Tarantino, escamotage che forse al buon Rodriguez si poteva risparmiare. Non perchè ci siano scene chiaramente superflue, ma non si possono negare ogni tanto dei cali di tensione, assenti del tutto in quello di Tarantino.
Io me ne frego, perchè mi son divertito da morire, ma credo bisogni avere un certo background per apprezzarlo a pieno: penso questo dato che il cinema dove l'ho visto era in parte occupato da quattordicenni strillanti, che hanno si contribuito a creare l'atmosfera ideale per una visione del genere ma che, con mia grande sorpresa, non hanno saputo apprezzare il film. Che cazzata, è stato il commento più sentito. Questa cosa mi ha suonato strano. Io a 14 anni avrei sbavato su una cosa del genere, forse sono già vecchio e i tempi sono cambiati. Forse forse...boh. Fatto sta che una cosa a Rodriguez gli và riconosciuta: in ogni sequenza del film si vede traboccare la sua passione per quel cinema vintage ultraviolento, talvolta stupido e vuoto, che nonostante tutto riesce comunque a regalarci delle emozioni. Ho visto esattamente quello che mi aspettavo di vedere e sono felice. Adesso aspetto Werewolf Women of the SS...

Né un arte né una tecnica: Un mistero (J.L.Godard ).